Dopo la premiere di Atypical, andata in onda ieri, 11 agosto 2017, è emersa sul web l’indignazione dei media, che accusano la serie Netflix di prendere in giro l’autismo.

Nelle scorse settimane si è parlato molto di Atypical, la serie targata Netflix che sembrava essere l’erede di Tredici (13 reasons why). In realtà, l’eredità è stata colta egregiamente, visto che anche questa serie tv sta provocando l’indignazione del web e l’intervento di centri che si occupano di salute mentale. Dopo la premiere di Atypical, avvenuta ieri, 11 agosto 2017, infatti, i media si sono scatenati e hanno criticato aspramente la serie incentrata sull’autismo del protagonista Sam Gardner, interpretato da Keir Gilchrist.

atypical

Il motivo è che, secondo molti, la serie Netflix ruota intorno alla vena comica che suscitano alcuni atteggiamenti autistici. L’accusa principale rivolta ad Atypical è quella di “promuovere la disabilità e di strumentalizzarla per generale ilarità”. A pensarla così è anche Mickey Rowe, attore autistico noto per aver recitato in The Curious Incident of the Dog in the Night-Time, prodotto dalla Syracuse Stage, compagnia teatrale no profit che opera in Syracuse (New York), che è intervenuto attaccando Atypical.

L’attore ha dichiarato: “Non appena Sam assume comportamenti tipicamente autistici, sembra come se il pubblico debba ridere della sua stranezza e della sua diversità. Questo è il punto cruciale della serie tv, ma non c’è nulla di divertente nel trasformare la disabilità di qualcuno in oggetto di scherno“.

Questo genere di affermazioni ha provocato l’intervento della UCLA (Centro per la ricerca e per il trattamento dell’autismo), che ha espresso, invece, la sua simpatia nei confronti di Atypical: “Crediamo che il ritratto dipinto dai media si focalizzi troppo sulle patologie più gravi dell’autismo, dove i ragazzi vengono colpiti nel linguaggio o in altre aree. Atypical non vuole rappresentare la maggior parte dei ragazzi colpiti dall’autismo che hanno gravi capacità cognitive”.


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Clarissa Cusimano

Mi nutro di cinema e di serie televisive, pane per i miei denti dai tempi dell'asilo. A 6 anni i miei idoli erano i redattori delle trame sommarie sul Televideo, oggi aspiro a ricoprire il ruolo di Roger Ebert (magari).

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