Westworld è una serie complicata che, se le teorie dovessero essere confermate, si sta svolgendo su ben quattro finestre temporali diverse. Ecco tutte le spiegazioni.

Westworld” è una serie che richiede attenzione, abnegazione e tanta pazienza. Sin dall’inizio lo spettatore è stato chiamato ad uno sforzo massiccio per comprendere la storia narrata, le sue teorie e tutti i dettagli immessi al suo interno. La narrazione, seppur solida e coerente, è sempre stata afflitta da una forte frammentazione e da connessioni spesso difficili da cogliere tra un evento e l’altro. Questo, episodio dopo episodio, non ha fatto altro che confermarci un dato di fatto incontrovertibile: la storia ci viene narrata da quattro punti di vista diversi, quattro finestre temporali su una linea che attraversa la storia di “Westworld” dalla sua genesi sino al tempo presente. Proviamo a fare un po’ di chiarezza (qui la timeline a grandezza naturale).

La timeline dettagliata di tutti gli eventi di Westworld
La timeline dettagliata di tutti gli eventi di Westworld

Va subito specificato che non ci troviamo davanti a finestre temporali capaci di influenzarsi a vicenda, ma ad eventi già accaduti che ci vengono narrati per flash separati e facenti parte di un’unica storia. Quello che all’inizio sembrava un abbaglio si è poi confermato veritiero dai vari indizi e dalle continue sovrapposizioni, da alcuni dettagli e dai caratteri di numerosi personaggi. Questa spiegazione parte dall’ormai quasi scontato assunto che William e L’Uomo in Nero siano la stessa persona.

Il tempo presente, più facile da cogliere in quanto elemento base della storia, è quello che vede l’Uomo in Nero impegnato nella ricerca del Labirinto. É li che lui si interfaccia con host, persone ed entità che aveva già incontrato ed è qui che il padre di Dolores da segni di squilibrio innescando in lei un senso di ricerca della sua reale identità. Sarà in questo lungo cammino con la sua coscienza che Dolores tornerà nei luoghi che l’avevano vista discutere per lungo tempo con Arnold, in quella chiesa bianca in cui si svolgevano le attività più antiche di Westworld.

La timeline più antica è quella che arriva tra i 37 e i 30 anni prima del tempo presente, quella che è intercorsa tra la creazione degli host, del parco e l’arrivo dei primi visitatori. Indicativamente, Arnold è morto 34 anni prima degli eventi presenti, poco prima che il parco aprisse le sue porte al pubblico. É in questo lasso di tempo che si svolgono i misteriosi e segretissimi incontri tra Dolores e Arnold, quelli in cui i due parlano faccia a faccia. Credevamo si svolgessero nel presente tra Dolores e Bernard, ma le ultime rivelazioni sulla reale identità di quest’ultimo hanno notevolmente cambiato la situazione. É in questo periodo che è avvenuto il “Massacro di Sweetwater”, la tragedia di cui tutti parlando e che abbiamo visto nei ricordi sbiaditi di Teddy e Dolores, il probabile incidente che ha portato alla morte di Arnold e all’egemonia creativa di Ford, con un totale ripensamento di molti degli elementi base degli host.

Altra finestra temporale cardine di “Westworld” è quella arrivata 30 anni prima rispetto al presente e segnata dall’arrivo di William e Logan nel parco. L’attrazione è già perfettamente funzionante e sicura per i visitatori, seppur con qualche difetto di troppo e numerosi personaggi con collocazioni e storie diverse rispetto al presente. In questo lasso di tempo ci è stata raccontata la presa di coscienza di William e la sua graduale trasformazione nell’uomo che vediamo nel presente, nonché il ritorno di Dolores ai ricordi di Arnold e del Massacro di Sweetwater che sembravano del tutto sopiti. Timeline altrettanto importante è quella di un anno prima rispetto al presente, quando William, da tempo parte del consiglio di amministrazione di Westworld, perde sua moglie per suicidio e ritorna nel parco per concludere la sua missione nei panni dell’Uomo in Nero e quando Maeve, traumatizzata per la morte di sua figlia, si uccide davanti a Ford e Bernard/Arnold.

Cosa farà l'Uomo in Nero nel sesto episodio?
L’Uomo in Nero

La storia, se tutte queste supposizioni dovessero essere confermate, può essere così apprezzata per tutta la sua infinita coerenza interna. Sono le azioni e le scelte del passato ad aver influenzato le scelte di tutti. Il nostro punto di vista è diventato un po’ quello degli host: siamo stati sommersi da finestre di ricordi che si sono sovrapposte nella nostra mente e che solo così risultano più chiare e coerenti. Tutti gli elementi di disturbo e le complessità erano parte di una storia che nel quadro generale ha perfettamente senso, è credibili e avvincente. La cosa ancora più interessante è che gli autori hanno lasciato più di un mistero in ognuna delle quattro finestre temporali, riservando al gran finale e magari alla stagione due tutte le rivelazioni più importanti.

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Manuel Lai

Divoratore seriale appassionato di musica, cinema, fumetti e tecnologia. Dopo l'Università mi sono ritagliato uno spazio nel mondo del giornalismo, specializzandomi nel web e nei contenuti per i giovani. Amo i lunghi editoriali e le recensioni: tutto al mondo può essere commentato.

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