Arnold, Dolores e Bernard: una sottile linea rossa di rivelazioni nell’episodio 1×09 di Westworld. Ecco la recensione di “The Well-Tempered Clavier”.

Timeline multiple, sovrapposizioni continue, personaggi che si mescolano e si confondo, rivelazioni, dolore e morte: “Westworld” continua a mostrarsi come un folle turbinio in balia di se stesso, tanto incomprensibile quanto incredibilmente ammaliante. L’episodio 1×09 ha aumentato a dismisura la velocità ma ci ha anche rivelato gran parte di quello che volevamo sapere: in una sottile linea rossa che ha coinvolto Arnold, Dolores e Bernard, abbiamo scoperto la verità sul creatore del parco e sul suo destino. Niente sarà più come prima.

É Maeve la chiave di volta di “The Well-Tempered Clavier“: è lei, grazie al suo nuovo status, che riesce a manipolare Bernard e a condurlo al faccia a faccia definitivo con Ford. Siamo noi a compiere con lui un viaggio rivelatore nei meandri della sua memoria robotica, un percorso a ritroso dove scopriamo la verità su ciò che ho dovuto fare per compiacere il suo creatore. Ed è proprio nel suo codice nascosto che abbiamo la conferma di un’altra delle grandi teorie nascoste di Westworld: Bernard non è altro che la trasposizione che Ford ha voluto fare del suo socio Arnold. Sono stati così confermati tutti gli indizi sparsi qua e la fin dall’inizio ma anche la profonda coerenza di una storia che, sin dalla sua genesi, sapeva benissimo dove sarebbe andata a parare.

Gli autori sono stati bravi a lasciare i giusti spiragli di luce per permetterci di capire la verità. La linea guida portante dell’intera vicenda ci è stata mostrata nella sua interezza, liberata dalle catene e dai coni d’ombra che ce l’avevano nascosta per troppo tempo. Il messaggio si è rivelato fortissimo e potente, tanto destabilizzante quanto classico: è l’ambizione dell’uomo che ha portato al precipitare degli eventi, sono i contrasti e le contraddizioni nei modi di fare di Arnold e Ford ad aver minato “Westworld” sin dalle sue fondamenta.

A spiccare due personalità contrapposte, due umani che hanno giocato a fare le divinità spingendosi troppo oltre. Ford è il vero protagonista della serie, il Dio in bilico tra bontà e malvagità, quello sommerso da ambizioni di perfezione altissime, capace di controllare tutto e di non lasciare nulla al caso. Arnold è stato la parte umana, quella imperfetta, quella che cercava una riproposizione della vita umana più fedele possibile alla realtà, basata tutta su errori e sofferenze. Due concetti tanto errati quanto dannosi, due germi speculari di una malattia ormai impossibile da debellare.

Un volo pindarico che il Dr. Ford sta caparbiamente portando avanti con la sua nuova linea narrativa, ancora avvolta nel mistero ma fortemente collegata all’altra grande rivelazione dell’episodio, la morte dello stesso Arnold per mano di Dolores. Sarà li che si giocherà la partita del season finale, li e nel piano di Maeve per arrivare alla libertà definitiva. Interessante sarà anche il ruolo che avrà l’Uomo in Nero in tutto questo. La sua identità sembra coincidere sempre più con quella di William, in una confusa sovrapposizione tra passato e presente che ci sarà chiara solo tra sette giorni. Sarà lui il vero Dio, l’artefice del suo destino, l’unico che si è davvero sporcato le mani, l’unico che cambierà per sempre il destino di Westworld.

Il finale sarà la puntata più importante della prima stagione: la serie giocherà per la prima volta a carte scoperte, con tutte le pedine al loro posto e le rivelazioni più importanti già messe in cantiere. Niente è stato lasciato in sospeso per dare spazio alla storia e al futuro, ad una vicenda che chiuda le porte con il passato e le apra verso un futuro ancora tutto da scrivere e decifrare. Il collasso completo di “Westworld” coinciderà con il primo passo verso la stagione 2. Il cerchio si è quasi chiuso, nuove rivelazioni ci attendono.


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Manuel Lai

Divoratore seriale appassionato di musica, cinema, fumetti e tecnologia. Dopo l'Università mi sono ritagliato uno spazio nel mondo del giornalismo, specializzandomi nel web e nei contenuti per i giovani. Amo i lunghi editoriali e le recensioni: tutto al mondo può essere commentato.

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