Salvatore Esposito ha pubblicato il suo primo libro e rilasciato un’interessante e sentita intervista in cui racconta se stesso e Gomorra.

Il 10 novembre verra ricordato come una data importantissima per Salvatore Esposito, uscito nelle librerie di tutta Italia con il suo primo libro, “Non volevo diventare un boss”. In una biografia scritta insieme a Diego Nuzzo l’attore napoletano ha deciso di raccontare la sua vita e il suo percorso dalle periferie di Napoli sino a “Gomorra” in un viaggio tra sogni, speranze e voglia di non arrendersi. In una recente intervista a Il Mattino ha raccontato la genesi del volume ma anche le difficoltà di una vita non facile ma ricca di soddisfazioni.

“Nulla accade per caso – si legge – Io non so se c’è qualcuno che diriga dall’alto, o qualcosa di già scritto, ma tante coincidenze della mia vita mi convincono. Ne parlo a inizio del libro: entrare, ormai famoso, nell’ospedale dell’Annunziata per offrire un po’ di spensieratezza ai bambini ammalati di cancro e scoprire che proprio là anche mio padre, come tanti, fu adottato da mio nonno mi ha fatto capire che cos’è il successo; non un fine, ma un mezzo; la mia popolarità diventava strumento per dare sollievo a chi soffriva”.

Profondi i motivi per l’uscita di questo volume, scritto per mostrare che una nuova via, per i ragazzi delle periferie di Napoli, è possibile:

“L’ho raccontata per dimostrare che un ragazzo normale, con genitori normali, nato in una delle tante zone pericolose e dimenticate del mondo, può farcela. Questo libro vuole portare un messaggio positivo e dare senso a una domanda antica ed eterna: ma i sogni resteranno per forza sogni? Non volevo diventare un boss contiene la risposta. Ed è dedicato a tutti i giovani che vogliono diventare non solo attori, ma calciatori, astronauti, o chi sa chi”.

L'immagine del nuovo libro di Salvatore Esposito
L’immagine del nuovo libro di Salvatore Esposito

Salvatore Esposito è riuscito a costruire la sua vita grazie all’appoggio della famiglia e ad una fortissima determinazione:

“Sono sempre pronto. Lo ero anche quando lasciai un buon lavoro da McDonald per andare a Roma e studiare recitazione. Risposi così non per arroganza, ma sapendo che se volevo intraprendere una nuova strada, dovevo farlo al meglio. Per essere pronto. Dunque, studiare, studiare, studiare. Con la preparazione avrei fatto la differenza. Non bisogna lasciare nulla al caso. Il caso ti fa vincere il superenalotto; lo studio, il sacrificio aiutano il destino a compiersi. Dopo duemila provini per scegliere il volto di Genny, arrivai io, che al principio avevo soltanto il compito di dare le battute a chi li faceva. Alla fine siamo rimasti in due. E hanno scelto me perché ero più preparato; riuscivo a interpretare entrambi i volti di Genny, prima e dopo il viaggio in Costa Rica, dove si rivelò il boss che era in lui”.

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Manuel Lai

Divoratore seriale appassionato di musica, cinema, fumetti e tecnologia. Dopo l'Università mi sono ritagliato uno spazio nel mondo del giornalismo, specializzandomi nel web e nei contenuti per i giovani. Amo i lunghi editoriali e le recensioni: tutto al mondo può essere commentato.

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