Game of Thrones è tornato con la première della settima stagione e bisogna dire che abbiamo visto tutto ciò che ci aspettavamo, anche se ci sono molti aspetti da analizzare. La nostra recensione.

Abbiamo atteso tantissimo e Game of Thrones alla fine è arrivato. L’inverno aveva già fatto capolino nello scorso season finale, ma qui lo vediamo in modo più tangibile anche in quello che devono affrontare i vari protagonisti. L’inverno di Game of Thrones non è soltanto la neve e gli Estranei, ma anche un qualcosa di metaforico che avvolge portando incertezza nei partecipanti a quello che più che un gioco per il trono è diventato una lotta per la sopravvivenza. Chi vince vive, chi perde muore. L’inizio è col botto, inutile nasconderlo. Chi di Nozze Rosse ferisce di banchetto rosso perisce e la vendetta degli Stark nella 7×01 di Game of Thrones è totale grazie ad Arya che in una scena cancella letteralmente la sorella Sansa innalzandosi a personaggio femminile sicuramente più interessante in prospettiva anche della tanto decantata Daenerys Targaryen.

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Arya Stark protagonista assoluta della 7×01 di Game of Thrones

Arya Stark, Maisie Williams la consapevolezza di essere davvero grande

Arya Stark è l’unica che si è formata da sola in Game of Thrones, è cresciuta da sola e non ha avuto bisogno di nessuno. Cersei Lannister non riesce a vivere senza qualcuno che le dia forza, idem Sansa che non riesce a risplendere di luce propria e lo fa sostenendo o, come con Jon, creando conflitti. Arya è ormai il personaggio più mutevole e meglio caratterizzato, capace di massacrare un’intera casata con freddezza inumana e poi cantare mangiare al fianco di Ed Sheeran attorno ad un fuoco ridendo e scherzando anche grazie alle incredibili doti della sua interprete Maisie Williams. Arya Stark sarà la vera rivelazione della settima stagione di Game of Thrones se le premesse saranno confermate e scorreranno sicuramente fiumi di sangue non  soltanto nell’epico scontro con gli Estranei che tutti sono pronti a pronosticare come imminente.

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Bran alla Barriera nella 7×01 di Game of Thrones, si avvicina il momento in cui Jon conoscerà le sue vere origini

Game of Thrones 7×01, scrittura e regia “controllate”

Gli showrunner David Benioff e Dan Weiss hanno scritto l’episodio 7×01 di Game of Thrones e come ormai troppo spesso accade probabilmente lo hanno fatto volendo andare subito al sodo, riducendo al minimo le parti descrittive e facendoci ritrovare Bran Stark e Meera Reed alla Barriera incolumi alla velocità della luce con una slitta di fortuna Misteri di Game of Thrones, ma d’altronde Varys c’ha già insegnato che il tempo a Westeros è un accessorio relativo con le sue traversate repentine per i mari dei Sette Regni. La regia, come già accaduto in passato per gli altri episodi di Jeremy Podeswa non è nulla di trascendentale a livello visivo, anche se permette al cast di esaltare al meglio le proprie sensazioni con dei primi piani ottimali per la narrazione introduttiva di questa 7×01 di Game of Thrones. Le story line come detto mancano di passaggi introduttivi e descrittivi, quasi come un ormai siamo a questo punto e a te non deve importare come  ci siamo arrivati. Sicuramente con la mano di Bryan Cogman la sceneggiatura ne guadagnerà nella 7×02 Game of Thrones.

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Jaime Lannister tenta senza successo di far ragionare una folle Cersei Lannister nella 7×01 di Game of Thrones

Game of Thrones 7×01, la consapevolezza nella sua follia completa per Cersei Lannister

Jon Snow e Daenerys Targaryen continuano un viaggio parallelo in cui la follia di Cersei Lannister è sempre più spettatrice impotente, solo che non se ne è accorta. La voce della ragione di Jaime Lannister viene ignorata, quasi come a manifestare come dell’astuta donna che avevamo conosciuto ormai sia rimasto poco anche se in difficoltà riesce a tirare fuori il meglio di sé. Certo la scenetta con Euron Greyjoy è emblematica di quanto viva di una doppia personalità, di quanto possa essere manipolatrice e al tempo stesso instabile. Ci sono tanti incontri e tanti ritorni, con una scena in particolare che dimostra come Jon Snow non regni ne da Stark ne da Targaryen, ma in un modo tutto suo che ha imparato in tanti anni di apprendistato nei Guardiani della Notte. Se i Bruti hanno perdonato secoli di caccia e sterminio per una santa alleanza perché lui non può tenere il Nord unito con la grazia?

Continua  la recensione della 7×01 di Game of Thrones a Pagina 2


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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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